Nelle ultime ore stanno rimbalzando in rete notizie di focolai di Covid19 all’interno di case di riposo. A seguito dell’aumento del numero di contagi in tutta Italia, che ha portato all’introduzione di un nuovo DPCM e nuove regole più stringenti (nel tentativo di ridimensionare i numeri ed evitare di sovraffollare gli ospedali), c’era da aspettarsi un aumento dei contagi soprattutto all’interno delle case di riposo.

22 ospiti positivi all’interno di una casa di riposo nel vercellese.

16 ospiti (su 28 totali) risultati positivi dopo aver effettuato tamponi rapidi in provincia di Palermo.

43 nuovi positivi a Tolmezzo tra ospiti ed operatori.

Insomma, basta dare uno sguardo alle ultime notizie in rete ed è facile percepire la gravità del problema.

Gli anziani sono da sempre la categoria più a rischio in campo sanitario. Figuriamoci se si parla di una pandemia che compromette la normale attività respiratoria. Per di più gli anziani spesso convivono con più di una patologia. Molti dei decessi infatti riguardano persone ultrasettantenni con patologie pregresse. In alcuni casi, l’impossibilità di deambulare ed essere costretti a letto o su una carrozzina per buona parte della giornata rallenta il corretto flusso di ossigeno all’interno dell’organismo.

Non dimentichiamoci poi che negli anziani di oggi resta viva la memoria della storia passata (tra conflitti mondiali e boom economici).

Abbiamo la responsabilità di preservare questa memoria. Abbiamo il dovere di prenderci cura degli anziani.

Per questo motivo Mediplus, oltre a rifornire le grandi realtà ospedaliere in tutta Italia, si è fatta carico anche di quelle piccole realtà che rischiano di soccombere in mancanza di supporto. In questi mesi abbiamo aiutato alcune case di riposo a realizzare percorsi puliti e zone sicure. Questo lavoro ha prodotto come effetto i complimenti dell’asl alla struttura per i provvedimenti adottati ed ha aumentato, nella mente del personale sanitario, la percezione di lavorare in un ambiente protetto. Sappiamo bene che questo non è sufficiente per avere la meglio contro il Covid19, quindi abbiamo dotato le strutture di camici, guanti, cuffie, copriscarpe e tutti quei DPI utili a ridurre i rischi di contagio.

In altre case di riposo stiamo lavorando per la realizzazione di piccoli ambulatori interni in cui prestare le prime cure agli anziani, permettendo di effettuare una prima diagnosi ed evitando così di allungare i tempi necessari per una visita esterna o il trasporto in ospedale con conseguente aumento dei rischi di contagio per l’anziano e per gli altri ospiti della casa di riposo una volta rientrato in struttura.

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